Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica

Mastoplastica additiva per via ascellare

Le possibilità di inserire ed impiantare una protesi mammaria con finalità estetiche destinate ad aumento del seno, sono diverse.

Le vie di accesso più note sono sicuramente quelle dal “solco mammario” e dal “contorno inferiore dell’areola”.

Esiste da molti anni un’altra possibilità che è quella di inserire le protesi  dall’ascella, che però, a torto, non viene proposta con la stessa frequenza delle altre tecniche e non è così conosciuta..

Con il termine di ascella intendo proprio il cavo ascellare, dove sono posti i bulbi piliferi e dove normalmente le donne si depilano; regione sempre nascosta durante i comuni movimenti. La cicatrice sarà a sua volta nascosta in una delle rughe presenti e che tutti abbiamo nell’ ascella. Ogni altra posizione anche se poco distante dal cavo ne annulla i benefici perché più facilmente individuabile. Per osservare questa cicatrice bisogna mettersi con le braccia alzate; spesso non si trova.

La tecnica è stata messa a punto per poter eseguire l’impianto di protesi in quelle pazienti che hanno un’areola troppo piccola per permetterne il passaggio o che non desiderano avere un’incisione nel solco mammario. Viene inoltre indicata in quei casi in cui la paziente è già portatrice di cicatrici anomale o patologiche, e che potrebbe quindi dar luogo a esiti cicatriziali particolarmente visibili.

Mediante questa via di accesso è possibile l’introduzione sia di protesi rotonde che anatomiche sia in posizione retroghiandolare che retromuscolare. Il vantaggio di questa tecnica è quello di nascondere in maniera pressoché “introvabile” la cicatrice. Un vantaggio quindi anche in quelle situazioni in cui si scoprirà il seno. 

L’intervento avrà le stesse indicazioni sia anestesiologiche che di decorso post-operatorio consigliato per le altre tecniche. Il risultato non differirà da quello ottenibile con altri accessi. Unico limite l’impianto di protesi eccessivamente grandi, che tra l’altro a me non piacciono affatto. 

La tecnica non è preferibile ad altre, se non in particolari condizioni, ma rappresenta un’ulteriore possibilità  utilizzata dai chirurghi e quindi una maggior offerta per le pazienti.